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Bande HF ed eclissi: perché i radioamatori possono sentire l’ombra prima di vederla

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Bande HF ed eclissi: perché i radioamatori possono sentire l’ombra prima di vederla

Un segnale lontano emerge dal rumore. Una stazione che di giorno arrivava a fatica diventa improvvisamente più leggibile; su un’altra frequenza, invece, un collegamento stabile svanisce. Sopra l’orizzonte il Sole è ancora una falce luminosa, ma lungo il percorso seguito dalle onde radio l’ombra della Luna ha già cominciato a cambiare l’atmosfera.

È questo il motivo per cui un’eclissi interessa tanto i radioamatori e gli ascoltatori delle onde corte. Non osservano soltanto un oscuramento nel cielo: seguono un esperimento naturale in movimento, capace di modificare per pochi minuti la quantità di elettroni liberi a decine o centinaia di chilometri sopra la Terra.

In vista dell’eclissi totale del 12 agosto 2026, potete usare la nostra mappa 3D dell’eclissi per confrontare la posizione dell’osservatore con il percorso dell’ombra. Per la radio servirà però anche un’altra geografia: quella del tragitto fra trasmettitore, ionosfera e ricevitore.

Qui “Eclipse” non indica un gruppo musicale, le armonizzazioni di un brano rock o la ricerca di un album completo: parliamo dell’eclissi solare come perturbazione misurabile della propagazione radio.

man wearing helioclipse glasses looking at solar eclipse urban street — people viewing the eclipse with protective glasses
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La ionosfera, spiegata senza trasformarla in un muro di formule

La ionosfera non è un guscio rigido né uno specchio sospeso sopra di noi. È una vasta regione dell’alta atmosfera nella quale la radiazione solare separa elettroni e atomi, creando un gas parzialmente ionizzato. La sua struttura cambia con l’altitudine, l’ora, la stagione, la latitudine, l’attività solare e le perturbazioni geomagnetiche.

Per la propagazione HF, cioè nella gamma convenzionale da 3 a 30 MHz, contano soprattutto tre regioni indicate con le lettere D, E e F. Di giorno, lo strato D si forma grosso modo fra 60 e 90 chilometri ed è un importante responsabile dell’assorbimento delle frequenze più basse. Più in alto, le regioni E e F possono rifrangere progressivamente un’onda radio fino a riportarla verso il suolo. Con uno o più “salti”, un segnale può superare la curvatura terrestre e coprire centinaia o migliaia di chilometri.

Dire che il segnale “rimbalza” sulla ionosfera è quindi una scorciatoia utile, ma fisicamente incompleta. L’onda viene piegata mentre attraversa un mezzo la cui densità elettronica varia con la quota. Se la frequenza è troppo alta per le condizioni presenti e per l’angolo di incidenza, il segnale può attraversare la regione ionizzata invece di tornare a terra. Se è troppo bassa, può essere fortemente assorbito.

Di notte la produzione di nuovi elettroni diminuisce e la ricombinazione modifica gli strati. L’assorbimento nella regione D cala molto, mentre le regioni superiori continuano a sostenere diversi percorsi a lunga distanza. Ecco perché alcune bande radio che di giorno sono rumorose o limitate acquistano portata dopo il tramonto.

Famiglie, scuole e gruppi | Helioclipse
Famiglie, scuole e gruppi | Helioclipse

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Che cosa fa l’ombra della Luna all’alta atmosfera

Durante un’eclissi solare la radiazione che alimenta la ionizzazione viene ridotta rapidamente in una zona limitata e in movimento. La ionosfera non passa istantaneamente dalla configurazione diurna a quella notturna: ogni quota risponde con tempi differenti, mentre l’ombra attraversa regioni che avevano condizioni iniziali diverse.

L’effetto più rapido riguarda la parte bassa della ionosfera. Con meno radiazione solare, diminuisce la produzione di particelle cariche e può ridursi l’assorbimento delle frequenze inferiori. Più in alto possono cambiare la densità elettronica, la quota effettiva degli strati e la capacità di rifrangere determinate frequenze. La risposta può inoltre continuare per un certo tempo dopo il massimo, perché l’atmosfera non recupera tutta insieme.

Questo oscuramento artificiale assomiglia per alcuni aspetti a un tramonto molto veloce, ma non è una notte normale. La notte avanza con un terminatore esteso; l’eclissi produce invece una regione di ombra e penombra che corre sulla superficie terrestre. Intorno a essa restano zone illuminate, e la geometria tridimensionale della ionosfera rende la risposta più complessa di un semplice interruttore acceso-spento.

L’eclissi può anche contribuire a variazioni di temperatura, movimenti verticali e onde atmosferiche. Secondo i risultati preliminari presentati dalla NASA dopo l’eclissi nordamericana dell’8 aprile 2024, le osservazioni radio hanno indicato che la ionosfera era salita di quota durante l’evento, per poi tornare verso la condizione precedente.

Eclissi e pubblico multilingue: guida per volontari | Helioclipse
Eclissi e pubblico multilingue: guida per volontari | Helioclipse

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Perché una banda migliora mentre un’altra peggiora

Non esiste una regola corretta del tipo “l’eclissi migliora le HF”. Il risultato dipende dalla frequenza, dalla lunghezza e direzione del collegamento, dalla posizione dell’ombra lungo il percorso, dall’ora locale ionosferica e dalle condizioni solari e geomagnetiche di fondo.

I dati raccolti nel 2024 mostrano bene questo contrasto. Più di 6.350 radioamatori produssero oltre 52 milioni di punti dati nell’ambito delle attività HamSCI. I collegamenti fra 1 e 7 MHz migliorarono in diversi casi, coerentemente con una riduzione dell’assorbimento ionosferico. A 10 MHz e oltre, invece, le comunicazioni peggiorarono. Non fu dunque un potenziamento universale, ma una redistribuzione delle frequenze utilizzabili.

Due concetti aiutano a interpretare ciò che accade:

  • la frequenza minima utilizzabile è influenzata dall’assorbimento e dal rumore: sotto una certa soglia il segnale può diventare inutilizzabile;
  • la frequenza massima utilizzabile dipende dalla densità elettronica e dalla geometria del percorso: oltre quella soglia, l’onda non viene rifratta abbastanza da tornare verso il ricevitore.

Durante un’eclissi, la diminuzione dell’assorbimento può favorire frequenze relativamente basse, mentre il calo della densità elettronica può abbassare la frequenza massima utilizzabile e penalizzare quelle superiori. I due effetti possono verificarsi quasi contemporaneamente. Anche la zona di silenzio fra il raggio d’azione dell’onda di terra e il primo ritorno ionosferico può cambiare dimensione.

Le normali condizioni solari delle HF restano essenziali. Un brillamento, una perturbazione geomagnetica, il rumore atmosferico, l’andamento stagionale o la semplice variazione fra giorno e notte possono rafforzare o confondere il segnale prodotto dall’eclissi. Per questo un singolo contatto sorprendente è un indizio interessante, non una dimostrazione sufficiente.

Eclissi solare 2026 in Groenlandia e Artico: guida realistica | Helioclipse
Eclissi solare 2026 in Groenlandia e Artico: guida realistica | Helioclipse

Attribuzione: cdn.sanity.io

Come si può “sentire” l’eclissi prima di vederla

La radio non deve seguire la stessa linea del vostro sguardo. Quando guardate il Sole, l’esperienza ottica dipende dalla posizione precisa in cui vi trovate. Un collegamento HF, invece, coinvolge almeno due stazioni e uno o più tratti nella ionosfera, spesso a grande distanza da entrambe.

Immaginate un ricevitore in Italia che ascolta un trasmettitore a ovest. Anche se l’eclissi locale è ancora in una fase iniziale, il punto ionosferico nel quale il segnale viene maggiormente rifratto potrebbe trovarsi già sotto una penombra profonda. La propagazione può quindi cambiare prima che l’osservatore percepisca un forte calo della luce o prima che il disco solare appaia quasi coperto dalla sua postazione.

Può accadere anche il contrario: l’ambiente intorno al ricevitore si oscura, ma il tratto ionosferico decisivo resta fuori dall’ombra. In quel caso il segnale potrebbe variare poco oppure rispondere con ritardo. “Sentire l’ombra” significa dunque riconoscere un cambiamento coerente lungo un percorso radio, non ascoltare un suono prodotto direttamente dalla Luna.

Le osservazioni più utili confrontano lo stesso segnale prima, durante e dopo l’eclissi. Intensità ricevuta, rapporto segnale-rumore, frequenza, ora in UTC, posizione delle stazioni e modalità di trasmissione consentono di ricostruire una storia molto più solida di un semplice “arrivava bene”.

Eclissi e astronomia indigena: raccontare con rispetto | Helioclipse
Eclissi e astronomia indigena: raccontare con rispetto | Helioclipse

Attribuzione: ephemeralnewyork.wordpress.com

Il 12 agosto 2026: dove e quando cercare l’effetto

L’eclissi totale del 12 agosto 2026 attraverserà l’Artico, la Groenlandia orientale, l’Islanda e una fascia della Spagna settentrionale, proseguendo verso le Baleari. In località come le Asturie, parte della Castiglia e León e l’isola di Maiorca, la totalità avverrà nel tardo pomeriggio o verso sera; gran parte dell’Italia assisterà invece a un’eclissi parziale.

Per conoscere contatti, percentuale di copertura e altezza del Sole nella vostra località, consultate l’Eclipse Explorer di Helioclipse. Le fonti raccolte per questo approfondimento sono dedicate soprattutto alla fisica ionosferica e non forniscono tabelle cittadine complete per il 2026: evitiamo quindi di attribuire tempi al secondo a località specifiche senza un’effemeride adatta.

Dal punto di vista radio, tuttavia, non basta sapere se siete dentro la fascia di totalità. Un ascoltatore a Roma, Milano o Cagliari potrebbe seguire segnali il cui percorso attraversa la Spagna o il Mediterraneo occidentale. Una stazione nelle Asturie potrebbe invece studiare collegamenti diretti verso zone illuminate, verso la penombra o lungo la direzione di avanzamento dell’ombra.

Per organizzare una prova educativa, scegliete alcune frequenze e alcuni segnali stabili da controllare già nei giorni precedenti alla stessa ora. Annotate poi i dati in una finestra che inizi almeno un’ora prima dell’eclissi locale e continui dopo la fine. Il confronto con giornate di controllo è importante: la ionosfera cambia anche quando la Luna non passa davanti al Sole.

Le previsioni ionosferiche dell’INGV offrono un riferimento italiano per distinguere il comportamento ordinario dalle anomalie. Le tavole e i modelli di propagazione sviluppati dall’istituto vengono utilizzati anche a sostegno delle comunicazioni HF della Rete Zamberletti, la rete radio alternativa d’emergenza gestita con il contributo dei volontari dell’Associazione Radioamatori Italiani.

Eclissi solare parziale in Irlanda il 12 agosto 2026 | Helioclipse
Eclissi solare parziale in Irlanda il 12 agosto 2026 | Helioclipse

Attribuzione: cdn.sanity.io

Un piccolo esperimento per ascoltatori, scuole e gruppi radio

Non è necessario trasformare la giornata in una gara di collegamenti. Per un’attività divulgativa ben costruita bastano un ricevitore adatto, un’antenna coerente con le frequenze scelte, un orologio sincronizzato e un metodo di registrazione. Chi vuole trasmettere deve naturalmente rispettare autorizzazioni, assegnazioni di frequenza e piani di banda applicabili; l’obiettivo di questa guida non è sostituire la formazione o la normativa radioamatoriale.

Un protocollo semplice può includere:

  1. scegliere due o tre segnali regolari su frequenze differenti, possibilmente uno sotto 7 MHz e uno sopra 10 MHz;
  2. registrare frequenza, ora UTC, intensità o rapporto segnale-rumore e qualità percepita;
  3. mantenere invariati ricevitore, antenna, guadagno e filtri;
  4. ripetere le misure a intervalli costanti prima, durante e dopo l’eclissi;
  5. annotare disturbi locali, temporali, cambiamenti dell’antenna o interruzioni del trasmettitore;
  6. confrontare i risultati con i dati ionosferici e con osservazioni raccolte da altre stazioni.

Una scuola può dividere i compiti: un gruppo segue la geometria dell’eclissi, uno registra la radio, uno controlla gli orari e un altro osserva in sicurezza la luce, la temperatura e le ombre. Condividere prima il piano con famiglie e amici evita la confusione del giorno dell’evento e trasforma misure isolate in una piccola campagna coordinata.

È utile conservare anche ciò che sembra un risultato negativo. Se un segnale non cambia, l’informazione può essere scientificamente interessante quando sono noti il percorso, la frequenza e le condizioni di fondo. La scienza dell’eclissi non consiste nel trovare per forza un effetto spettacolare, ma nel capire dove compare, quanto dura e quando non compare.

Osservazione pubblica dell'eclissi: cosa portare | Helioclipse
Osservazione pubblica dell'eclissi: cosa portare | Helioclipse

Attribuzione: cdn.sanity.io

L’ascolto radio non sostituisce la sicurezza visiva

Un ricevitore permette di studiare l’eclissi senza guardare il Sole, ma nella pratica è difficile ignorare ciò che accade nel cielo. Se alternate pannello radio e osservazione, stabilite prima una procedura semplice: fermatevi, indossate il visore, guardate brevemente e voltatevi prima di rimuoverlo. Non cercate il Sole mentre regolate strumenti, cavi o computer.

Durante tutte le fasi parziali servono visori solari conformi allo standard ISO 12312-2. Gli occhiali da sole ordinari, anche molto scuri, non sono adeguati. Solo chi si trova effettivamente nella fascia di totalità può osservare il Sole senza filtro durante il breve intervallo in cui la fotosfera è completamente coperta; il visore deve tornare davanti agli occhi non appena ricompare il primo punto luminoso. Fuori dalla fascia di totalità non esiste alcun intervallo sicuro senza filtro. La nostra guida su quando tenere gli occhiali e quando toglierli spiega la sequenza completa.

Per binocoli, telescopi e fotocamere servono filtri solari progettati per essere fissati davanti all’obiettivo. Non bisogna guardare attraverso uno strumento non filtrato indossando semplicemente gli occhiali da eclissi: la luce concentrata può danneggiare il filtro e gli occhi.

Quando preparate il gruppo, cercate visori per eclissi dichiarati conformi a ISO 12312-2, controllate istruzioni e integrità del materiale e diffidate di formule come “approvati dalla NASA”. La NASA non certifica commercialmente gli occhiali. Potete trovare i visori solari Helioclipse sul nostro sito e ordinarli con anticipo, soprattutto se dovete attrezzare una famiglia, una scuola o un’associazione.

Solar eclipse 2017: As it happened - BBC Newsround
Solar eclipse 2017: As it happened - BBC Newsround

Attribuzione: ichef.bbci.co.uk

Che cosa possono davvero insegnarci i radioamatori

Gli osservatori professionali dispongono di ionosonde, radar, ricevitori satellitari e modelli sofisticati. I radioamatori aggiungono però qualcosa di difficile da ottenere con poche grandi installazioni: moltissimi percorsi radio distribuiti sul territorio, osservati contemporaneamente e su bande diverse.

Durante l’eclissi del 2017 negli Stati Uniti, i partecipanti a HamSCI rilevarono condizioni più simili a quelle notturne, con segnali capaci in alcuni casi di percorrere distanze maggiori e frequenze normalmente favorite di notte divenute utilizzabili. Le campagne del 2023 e del 2024 hanno ampliato il confronto, mostrando quanto sia importante separare gli effetti per frequenza e percorso.

Il valore non sta quindi nel collezionare contatti insoliti, ma nel trasformare una rete di hobby in uno strumento scientifico. Orari uniformi, dati leggibili, stazioni ben localizzate e misure ripetute permettono ai ricercatori di confrontare l’eclissi con i modelli della ionosfera e con il normale ciclo giorno-notte.

Ed è qui che il fenomeno diventa memorabile anche per chi non possiede una licenza radio. L’ombra che vediamo muoversi sul terreno continua verso l’alto, modifica per breve tempo una regione invisibile dell’atmosfera e lascia tracce nei segnali che attraversano un continente. L’eclissi non spegne semplicemente la luce: rende udibile, attraverso la radio, il legame fra il Sole e l’atmosfera terrestre.

Unlocking the Mystery: Why the HF Bands Are DEAD

Attribuzione: Ham Radio DX

Domande frequenti

Qual è il modo più sicuro per guardare un’eclissi solare?

L’estratto non fornisce istruzioni sulla sicurezza visiva né sui dispositivi da usare per osservare il Sole. Si concentra invece sugli effetti dell’eclissi sulla ionosfera e sulla propagazione delle onde radio HF.

Come posso scegliere il luogo e l’orario tenendo conto di nuvole e visibilità?

L’estratto cita una mappa 3D per confrontare la posizione dell’osservatore con il percorso dell’ombra. Non contiene però dati meteorologici o indicazioni sulla copertura nuvolosa, quindi questi elementi non possono essere valutati sulla base del testo.

Quali sbagli può fare un principiante che segue l’eclissi con la radio?

Un errore comune sarebbe considerare la ionosfera come uno specchio rigido: il testo chiarisce che l’onda viene piegata in una regione la cui densità elettronica varia con la quota. È inoltre importante non basarsi soltanto sulla propria posizione, perché conta anche il tragitto fra trasmettitore, ionosfera e ricevitore.

Che cosa mi serve davvero per seguire gli effetti radio dell’eclissi?

Per mettere in relazione la propria posizione con il passaggio dell’ombra, l’estratto indica l’utilità di una mappa 3D dell’eclissi. Per interpretare i cambiamenti sulle HF occorre inoltre considerare il percorso radio completo e il comportamento delle regioni ionosferiche D, E e F; il testo non elenca altra attrezzatura specifica.

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Fonti e approfondimenti

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